Ritardi di pagamento·
Corte UE: chi si fa assistere per fondare una società non è per questo un'impresa
Per la Corte di giustizia UE, il cliente persona fisica che paga un avvocato per costituire una società può essere un consumatore. In tal caso le regole europee sui ritardi di pagamento tra imprese, compresi i 40 euro forfettari per il recupero, non si applicano.
Con la sentenza del 13 novembre 2025, causa C-197/24, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha chiarito quando un cliente persona fisica può essere trattato come «impresa» ai fini della direttiva 2011/7/UE, la norma europea contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La questione interessa da vicino professionisti e imprese che lavorano per clienti privati che stanno avviando un'attività.
Il caso nasce in Slovacchia. Una società di servizi legali aveva chiesto in tribunale a una persona fisica il pagamento degli onorari e, in più, l'importo forfettario di 40 euro per le spese di recupero del credito. Questo importo minimo è previsto dalla direttiva 2011/7/UE quando, in una transazione commerciale, diventano esigibili gli interessi di mora, cioè gli interessi dovuti per il ritardo. Il cliente si era rivolto a un'avvocata perché voleva costituire una società a responsabilità limitata, di cui sarebbe diventato cofondatore, socio e amministratore. La fattura non era stata pagata alla scadenza. Il cliente sosteneva di essere un consumatore; la società di servizi legali riteneva invece che si trattasse di un rapporto commerciale.
La direttiva si applica solo alle transazioni commerciali, cioè ai rapporti tra imprese o tra imprese e pubbliche amministrazioni, e non a quelli con i consumatori. Per «impresa» la direttiva intende un soggetto organizzato che agisce nell'ambito di un'attività economica o professionale indipendente, anche se svolta da una sola persona. Secondo la Corte, questo significa che l'attività deve essere esercitata «in modo strutturato e continuativo», non può ridursi a una prestazione isolata, e l'operazione deve inserirsi in quell'attività. Per valutarlo si guarda all'insieme delle circostanze.
Il punto decisivo è il momento della valutazione. La Corte afferma che occorre guardare alla situazione al momento in cui il contratto viene concluso. Il fatto che la persona voglia avviare un'attività in futuro, o che la sua situazione cambi proprio grazie a quel contratto, non trasforma il cliente in impresa alla data dell'accordo. Il collegamento tra il servizio richiesto e lo scopo del cliente può essere uno degli elementi da considerare, ma da solo non basta. La Corte ha anche escluso che si possano trasferire qui le interpretazioni date in materia di competenza giurisdizionale, perché quelle norme hanno obiettivi diversi dalla direttiva sui ritardi di pagamento, che mira a scoraggiare i ritardi e a proteggere il creditore.
La Corte ha poi risposto a una seconda domanda, sulla nozione di consumatore della direttiva 93/13/CEE sulle clausole abusive, richiamata dal diritto slovacco anche per gli onorari degli avvocati. Il consumatore è la persona fisica che agisce per fini estranei alla propria attività professionale. È una nozione oggettiva, che non dipende da quanto la persona sia informata o esperta. Anche qui conta la situazione al momento del contratto: chi si fa assistere per costituire una società rientra tra i consumatori se in quel momento non esercitava già un'attività economica o professionale indipendente in cui il contratto potesse inserirsi. Spetta al giudice nazionale accertarlo.
In pratica, per un creditore la lezione è questa: se il cliente è una persona fisica che sta solo preparando l'avvio di un'impresa, non si può dare per scontato di poter chiedere gli strumenti previsti per i ritardi tra imprese, come i 40 euro forfettari per il recupero. Se il cliente è qualificato come consumatore, possono valere invece le regole di tutela dei consumatori previste dal diritto nazionale, che nel caso slovacco riguardavano ad esempio l'obbligo dell'avvocato di informare prima il cliente sull'importo del compenso. Conviene quindi verificare fin dall'inizio chi è il cliente, se esercita già un'attività organizzata e con quale veste firma il contratto, e documentare accordi e compensi. Ogni situazione resta da valutare nel concreto, alla luce di tutte le circostanze.
Hai un credito da recuperare?
Raccontaci la situazione: ti spieghiamo cosa serve e qual è il prossimo passo.
Scopri il servizio