Codice civile
Art. 1755 c.c. — Provvigione
Libro IV — Delle obbligazioni · Titolo III — Dei singoli contratti; Capo XI — Della mediazione
Testo dell'articolo
Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l'affare è concluso per effetto del suo intervento.
La misura della provvigione e la proporzione in cui questa deve gravare su ciascuna delle parti, in mancanza di patto, di tariffe professionali o di usi, sono determinate dal giudice secondo equità.
Testo vigente controllato il 2026-10-12.
Spiegazione
Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna parte se l’affare è concluso per effetto del suo intervento. Occorrono quindi un affare giuridicamente rilevante e un collegamento causale tra attività del mediatore e conclusione: la sola presentazione di persone non determina sempre il diritto.
L’intervento non deve necessariamente essere l’unica causa dell’accordo, ma deve avere il rilievo richiesto dalla giurisprudenza. Le vicende successive e l’intervento di altri professionisti si valutano in concreto, senza equiparare ogni contatto iniziale a una mediazione efficace.
Se misura e ripartizione non sono pattuite, si applicano i criteri dell’articolo. Per i mediatori soggetti alla legge speciale occorre anche l’abilitazione prevista dal regime amministrativo vigente; la soppressione del vecchio ruolo non rende l’attività liberamente remunerabile senza requisiti.
La nuova massima affronta la non contestazione del fatto dell’iscrizione e segnala un precedente difforme. Il principio processuale non elimina il requisito sostanziale né consente di generalizzare il termine storico «albo».
Esempio pratico
Un mediatore presenta le parti, organizza le visite e mette in relazione domanda e offerta, poi l’accordo è concluso direttamente. Si verifica se la sua attività abbia avuto un ruolo causale adeguato, quali compensi siano stati concordati e se possieda i requisiti previsti. La conclusione senza la sua presenza alla firma non esclude da sola la provvigione.
Giurisprudenza
Nesso causale adeguato e provvigione
Corte di cassazione, sez. 2 - , Sentenza n. 3165, 2023, Rv. 666848-01 · Massima ufficiale della Corte di cassazione
La semplice presentazione non basta: l’intervento del mediatore deve avere un nesso causale adeguato con l’affare concluso.
Fonte →Abilitazione del mediatore e non contestazione
Corte di cassazione, sez. 2, sentenza n. 13315, 2026, Rv. 678535-01 · Massima ufficiale della Cassazione
Nel giudizio in cui è fatto valere il diritto alla provvigione, il principio di non contestazione opera anche riguardo all'iscrizione del mediatore nell'apposito albo, trattandosi di un fatto storico costitutivo di tale diritto e suscettibile di prova, senza che rilevi che l'iscrizione sia imposta da una norma imperativa, con la conseguenza che la sua insussistenza deve essere tempestivamente dedotta dalla controparte e non è rilevabile d'ufficio dal giudice.
Fonte →
Note
Per la mediazione verificare la legge speciale 39/1989 e i requisiti professionali.