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Codice civile

Art. 624 c.c. — Violenza, dolo, errore 

Libro II — Delle successioni · Titolo III — Delle successioni testamentarie; Capo V — Dell’istituzione di erede e dei legati; Sezione I — Disposizioni generali

Commento in revisione: il testo può contenere errori e sarà verificato dall'avvocato.

Testo dell'articolo

La disposizione testamentaria può essere impugnata da chiunque vi abbia interesse quando è l'effetto di errore, di violenza o di dolo.

L'errore sul motivo, sia esso di fatto o di diritto, è causa di annullamento della disposizione testamentaria, quando il motivo risulta dal testamento ed è il solo che ha determinato il testatore a disporre.

L'azione si prescrive in cinque anni dal giorno in cui si è avuta notizia della violenza, del dolo o dell'errore.

Testo vigente controllato il 2026-10-10.

Spiegazione

Le disposizioni ottenute con violenza, dolo o errore possono essere impugnate da chi vi ha interesse. L’errore sul motivo rileva se il motivo risulta dal testamento ed è l’unico determinante. L’azione si prescrive in cinque anni dalla scoperta del vizio.

Esempio pratico

Un beneficiario ha ingannato il testatore con notizie false decisive: si prova il mezzo fraudolento e si accerta quando l’interessato ne ha avuto notizia.

Giurisprudenza

  • Captazione e mezzi fraudolenti

    Corte di cassazione, sez. II civile, ordinanza n. 12238, 2026, Rv. 678050-01 · Massima ufficiale della Corte di cassazione

    In tema di indegnità a succedere, ai fini della sussistenza della captazione ex art. 463 n. 4 c.c., da configurarsi come il dolus malus causam dans trasferito dal campo contrattuale a quello testamentario, non basta una qualsiasi influenza esercitata sul testatore - tramite sollecitazioni, consigli, blandizie e promesse - ma è necessario il ricorso a mezzi fraudolenti idonei, che, valutati in relazione alle condizioni personali del de cuius, siano idonei ad ingannarlo e a determinarlo a disporre in modo difforme da quello che avrebbe liberamente deciso.

    Fonte →

Note

Massima 12238/2026 sul criterio della captazione in una fattispecie di indegnità: collegamento dichiarato, senza assimilare rimedi ed effetti del 463 e del 624. Prescrizione dalla notizia del vizio.

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