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Codice civile

Art. 2237 c.c. — Recesso 

Libro V - Del lavoro · Titolo III - Del lavoro autonomo; Capo II - Delle professioni intellettuali

Commento in revisione: il testo può contenere errori e sarà verificato dall'avvocato.

Testo dell'articolo

Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d'opera le spese sostenute e pagando il compenso per l'opera svolta.

Il prestatore d'opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese fatte e al compenso per l'opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.

Il recesso del prestatore d'opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.

Testo vigente controllato il 2026-10-12.

Spiegazione

Il cliente vuole cessare il rapporto fiduciario oppure il professionista intende rinunciare all'incarico.

Il cliente rimborsa spese e paga il lavoro svolto. Il professionista recede per giusta causa, con compenso legato al risultato utile, e deve evitare pregiudizi al cliente.

Il mancato guadagno dell'art. 2227 non si trasferisce automaticamente al rapporto intellettuale. Accordi validi e norme speciali possono modificare gli effetti economici del recesso.

Esempio pratico

Il cliente revoca l'incarico dopo una fase completata: si liquida il lavoro svolto; il professionista consegna gli atti necessari alla continuità della difesa.

Giurisprudenza

  • Compenso condizionato e recesso

    Corte di cassazione, sez. 2, ordinanza n. 20470, 2025, Rv. 675529-01 · Massima da repertorio ufficiale — sintesi originale LEXMAAT

    Le parti possono subordinare il compenso a un determinato risultato. Se l’evento non si realizza, il credito può mancare, salvo che il recesso anticipato del cliente abbia provocato il mancato risultato.

    Fonte →

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