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Codice civile

Art. 535 c.c. — Possessore di beni ereditari 

Libro II — Delle successioni · Titolo I — Disposizioni generali sulle successioni; Capo IX — Della petizione di eredità

Commento in revisione: il testo può contenere errori e sarà verificato dall'avvocato.

Testo dell'articolo

Le disposizioni in materia di possesso si applicano anche al possessore di beni ereditari, per quanto riguarda la restituzione dei frutti, le spese, i miglioramenti e le addizioni.

Il possessore in buona fede, che ha alienato pure in buona fede una cosa dell'eredità, è solo obbligato a restituire all'erede il prezzo o il corrispettivo ricevuto. Se il prezzo o il corrispettivo è ancora dovuto, l'erede subentra nel diritto di conseguirlo.

È possessore in buona fede colui che ha acquistato il possesso dei beni ereditari, ritenendo per errore di essere erede. La buona fede non giova se l'errore dipende da colpa grave.

Testo vigente controllato il 2026-10-10.

Spiegazione

Per frutti, spese, miglioramenti e addizioni si applicano le norme sul possesso. Il possessore che si ritiene erede per errore può essere in buona fede, salvo colpa grave. Se aliena in buona fede un bene, restituisce il corrispettivo ricevuto; se il corrispettivo è ancora dovuto, il vero erede subentra nel credito.

Esempio pratico

Il possessore in buona fede ha venduto un bene e deve ricevere ancora il saldo: il vero erede valuta il subentro nel credito e separatamente i frutti dovuti.

Giurisprudenza

  • Buona fede del possessore e restituzione dei frutti

    Corte di cassazione, sez. II civile, sentenza n. 2645, 2026, Rv. 677302-01 · Massima ufficiale della Corte di cassazione

    Il principio della presunzione di buona fede di cui all'art. 1147 c.c. ha portata generale e non limitata all'istituto del possesso in relazione al quale è enunciato; pertanto, poiché l'art. 535 cod. civ. stabilisce che le disposizioni in materia di possesso si applichino anche al possessore dei beni ereditari, chi agisce, con l'azione di petizione, per la rivendicazione dei beni ereditari - eventualmente previo annullamento del testamento in base al quale è stato chiamato all'eredità il possessore di buona fede - non può pretendere da quest'ultimo il risarcimento dei danni, ma soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall'art. 1148 c.c.

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