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Codice civile

Art. 2057 c.c. — Danni permanenti 

Libro IV - Delle obbligazioni · Titolo IX - Dei fatti illeciti

Commento in revisione: il testo può contenere errori e sarà verificato dall'avvocato.

Testo dell'articolo

Quando il danno alle persone ha carattere permanente la liquidazione può essere fatta dal giudice, tenuto conto delle condizioni delle parti e della natura del danno, sotto forma di una rendita vitalizia. In tal caso il giudice dispone le opportune cautele.

Testo vigente controllato il 2026-10-12.

Spiegazione

Per un danno permanente alla persona il giudice può liquidare il risarcimento mediante una rendita vitalizia, considerando condizioni delle parti e natura del pregiudizio. La permanenza riguarda il danno alla persona; la norma non autorizza una rendita per qualunque perdita economica destinata a durare nel tempo.

La scelta non è automatica. Deve assicurare un ristoro adeguato e tenere conto dei bisogni futuri della vittima, dell’affidabilità dei pagamenti e del rischio che il capitale non assolva la sua funzione. Il giudice dispone cautele, che possono comprendere garanzie e meccanismi di adeguamento del valore della rendita.

La rielaborazione da Brocardi di Cass. n. 31574/2022 evidenzia la necessità di coefficienti scientificamente fondati e di protezione del potere d’acquisto, nel contesto del danno grave alla persona. L’eventuale revisione per aggravamenti imprevedibili richiede presupposti specifici: non è una facoltà indiscriminata di ricalcolare quanto già deciso né consente di ignorare l’esito della precedente liquidazione.

Esempio pratico

Una persona con grave invalidità necessita di assistenza per tutta la vita. Il giudice valuta una rendita con garanzie di pagamento e adeguamento monetario, anziché limitarsi a dividere un capitale per un numero arbitrario di anni.

Giurisprudenza

  • Rendita e salvaguardia del valore

    Corte di cassazione, sez. III, sentenza n. 31574, 2022 · Massima reperita su Brocardi — rielaborazione originale LEXMAAT

    Nel danno grave alla persona la rendita deve mantenere un valore equivalente al capitale di riferimento per la vita del beneficiario. Conversione e adeguamento richiedono coefficienti fondati e garanzie del potere d’acquisto; eventuali aggravamenti imprevedibili possono giustificare una revisione secondo presupposti specifici.

    Fonte →

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