Codice civile
Art. 2118 c.c. — Recesso dal contratto a tempo indeterminato
Libro V - Del lavoro · Titolo II - Del lavoro nell’impresa; Capo I - Dell’impresa in generale; Sezione III - Del rapporto di lavoro
Testo dell'articolo
Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità.
In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso l'altra parte a un'indennità equivalente all'importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso.
La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.
Testo vigente controllato il 2026-10-12.
Spiegazione
Nel rapporto a tempo indeterminato ciascuna parte può recedere con il preavviso dovuto; chi recede senza prestarlo deve l’indennità equivalente alla retribuzione del periodo. Il datore la deve anche in caso di morte del lavoratore secondo il rinvio ai beneficiari.
Il termine e il calcolo si ricavano dalla disciplina collettiva e dalle altre fonti applicabili. Per il licenziamento datoriale vanno rispettati separatamente causali, procedure e tutele imposte dalle leggi speciali; le dimissioni seguono le forme vigenti.
La norma non attribuisce al datore un licenziamento libero. La giusta causa dell’articolo 2119 può escludere il preavviso; il testo corporativo non sostituisce la disciplina attuale.
Esempio pratico
Un impiegato si dimette senza lavorare il mese di preavviso previsto dal contratto applicabile: salvo diversa causa, può essere dovuta l’indennità sostitutiva.
Giurisprudenza
Funzione del preavviso nelle dimissioni
Corte di cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 20357, 2025 · Massima reperita su Brocardi — rielaborazione originale LEXMAAT
Il preavviso dà al datore il tempo per organizzare la sostituzione; nella fattispecie esaminata, l’esonero dalla prestazione e il contesto aziendale hanno inciso sulla pretesa di indennità.
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